Grotte rupestri e siti archeologici del Parco Nazionale del Pollino
Le più antiche testimonianze archeologiche
A nord di Castrovillari, nell’area della Petrosa, l’uomo ha lasciato il segno fin dall’Età del Rame. Qui, tra le suggestive cavità delle grotte Carbone, grotta Santo Jorio e grotte della Sirena, sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti all’Eneolitico (2500-1900 a.C.), tra cui numerosi frammenti di ceramiche neolitiche.
Le Grotte della Petrosa rappresentano un affascinante ponte tra passato e presente, raccontando storie di antiche civiltà e di un territorio da sempre crocevia di culture e scambi.
Nel 1954, questa grotta ha restituito una significativa quantità di ceramiche attribuite all’Età Eneolitica. Successivamente, nel 1993, nuovi frammenti ceramici e una lama di ossidiana sono stati rinvenuti su un pianoro adiacente, al confine tra due fossati. Questi ritrovamenti suggeriscono che la grotta fosse un luogo di frequentazione costante nel corso dei millenni.
Situata all’interno di un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario), la Grotta Carbone ha restituito reperti ceramici e utensili che attestano la presenza umana sin dall’Età del Rame. Sebbene le informazioni storiche sulla zona siano frammentarie, si ipotizza che qui passasse un antico tracciato romano, forse un diverticolo della via Popilia. Inoltre, i valichi del Passo del Vascello e del Passo del Principe indicano che il territorio fosse attraversato da importanti vie di comunicazione, utilizzate per oltrepassare il massiccio montuoso.
Le Grotte della Sirena di Castrovillari sono un vero e proprio punto di osservazione naturale, da cui si poteva dominare un’ampia porzione di territorio fino al litorale ionico. Ma oltre alla loro posizione strategica, custodiscono tracce di un passato affascinante.
Nel 1993, il ritrovamento di una scheggia di ossidiana – probabilmente una lama di coltello – ha rivelato un legame diretto con la celebre Grotta del Romito di Papasidero, collocandole sulla storica “via dell’ossidiana” che collegava le isole Eolie con l’entroterra. Questo le accomuna ad altri importanti siti archeologici della zona, come le Grotte di Sant’Angelo di Cassano, la grotta di Donna Marsilia a Morano Calabro e la grotta della Madonna a Praia a Mare.
Secondo alcune teorie, queste grotte facevano parte di un’antica via istmica del Neolitico che univa il mar Ionio al Tirreno. Le tracce di strumenti in selce lavorata e di ceramiche indicano che il sito era frequentato già nel Mesolitico (8500 a.C.). Utilizzate come ricoveri per pastori fino a tempi recenti, le grotte hanno perso gran parte dei loro reperti originari.
Sulla sommità del pianoro sovrastante sono emerse tracce di antiche capanne, testimoniando l’esistenza di un villaggio eneolitico. In passato, questi luoghi erano raramente destinati ad abitazioni, ma più spesso usati per rituali e sepolture, rendendo le Grotte della Sirena un sito intriso di storia e mistero.
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