Grotta di Torre Nave a Tortora | Parco Pollino

Un Tesoro Archeologico Nascosto a Tortora

La Grotta di Torre Nave, situata nel suggestivo borgo di Tortora, è un sito di straordinaria importanza storica, culturale e archeologica. Sebbene poco conosciuta, questa cavità naturale si trova ai piedi di una maestosa falesia calcarea, che prende il nome dall’antica torre Nave, una torre di avvistamento risalente al XVI secolo.

Un ingresso nascosto nella roccia

L’accesso alla grotta è discreto e difficilmente individuabile dalla strada, in quanto celato da un prominente spuntone roccioso. Al momento della scoperta, l’interno era quasi completamente ostruito da detriti, successivamente rimossi per consentire le indagini archeologiche. Oggi, la grotta si distingue per la presenza di stalattiti e stalagmiti, segno di un’elevata umidità dovuta a infiltrazioni d’acqua.

Una scoperta archeologica di rilievo

Nel 1967, il professor Luigi Cardini, durante gli scavi dell’Istituto di Paleontologia Umana nella Grotta della Madonna di Praia a Mare, individuò un deposito musteriano* di eccezionale valore all’interno della Grotta di Torre Nave. L’anno successivo, una campagna di scavi rivelò oltre venti livelli stratigrafici, con reperti risalenti al Paleolitico Medio e Paleolitico Superiore.

Testimonianze del Paleolitico Medio

Gli studi hanno portato alla luce strumenti litici musteriani, tra cui raschiatoi, bulini, punteruoli e lame, realizzati inizialmente in calcare. Particolarmente significativo è il livello 13, che conserva resti di cervi e altre specie tipiche dei climi freddi, oltre a frammenti di ossa umane risalenti all' homo di Neanderthal (40.000-30.000 a.C.).
Questi ritrovamenti confermano come la zona sia stata abitata per millenni e offrono preziosi indizi sui mutamenti climatici e geologici che hanno caratterizzato l’area. Il fenomeno del bradisismo**, ancora oggi presente in Calabria, ha infatti contribuito alla formazione della piana della Marina di Tortora.

Il Paleolitico Superiore e l’arrivo dell’Homo Sapiens

Negli strati più superficiali (livelli 7, 8 e 9), gli archeologi hanno rinvenuto strumenti litici riconducibili all’Homo Sapiens Sapiens (tipo Cro-Magnon), vissuto durante la seconda fase dell’era glaciale Würm. Quest’uomo preistorico si nutriva di frutti, bacche, semi e molluschi terrestri, cacciava cervidi e capridi e probabilmente praticava la pesca. Come il Neanderthal, credeva in una vita dopo la morte e praticava l’inumazione rituale.

Un patrimonio a rischio

Nonostante il suo inestimabile valore storico e archeologico, la Grotta di Torre Nave versa oggi in stato di abbandono, esposta al rischio di scavi abusivi e saccheggi. Questo tesoro preistorico merita una maggiore tutela e valorizzazione, affinché possa essere studiato e apprezzato dalle future generazioni.

Note

* Il Musteriano è un periodo preistorico caratterizzato dall’uso di strumenti in selce, principalmente associato all’Homo neanderthalensis. Risale al Paleolitico Medio, la fase centrale dell’età della pietra antica.
** Il bradisismo (dal greco βραδύς bradýs, "lento" e σεισμός seismós, "scossa"), è un fenomeno vulcanico che provoca l’innalzamento o abbassamento graduale del suolo. Sebbene impercettibile nell’immediato (circa 1 cm all’anno), è evidente nel lungo periodo, poiché causa la progressiva emersione o sommersione di coste, edifici e territori, specialmente nelle aree costiere.

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