Escursioni nel Parco Nazionale del Pollino
Scopri alcuni dei sentieri e degli itinerari di escursionismo del Parco Nazionale del Pollino!
Foto banner © Luigi Patitucci (Facebook - Instagram)
La Timpa di Sant'Angelo, conosciuta anche come Pietra di Sant’Angelo, si erge maestosa a 1125 metri sul livello del mare nel Massiccio del Pollino. Questo imponente zoccolo roccioso di natura calcarea domina il paesaggio lungo la strada provinciale che collega Cerchiara di Calabria a San Lorenzo Bellizzi, regalando agli osservatori un esempio straordinario della geologia aspra e selvaggia dell’area.
La Timpa di Sant’Angelo non è solo un monumento naturale, ma anche un luogo dove la storia e l’archeologia si intrecciano con il paesaggio. Con la sua vegetazione resiliente e le sue testimonianze millenarie, questa montagna rappresenta una meta imprescindibile per gli amanti della natura, della geologia e della storia.
Il suo fascino ruvido e la sua importanza culturale ne fanno un punto di riferimento fondamentale per comprendere la complessa interazione tra uomo e ambiente nel corso dei millenni.
Nonostante la sua superficie rocciosa e arida, la Timpa di Sant’Angelo ospita una vegetazione che, seppur rada, si distingue per la sua resilienza. Tra le specie predominanti si trovano le roverelle, tipiche delle aree calcaree, e una varietà di arbusti di piccole dimensioni, che si adattano con tenacia alle condizioni difficili del terreno. Questo ecosistema spartano non solo impreziosisce la montagna, ma racconta la storia di una natura che sa resistere agli elementi.
Uno degli aspetti più affascinanti di questa montagna risiede nel suo inestimabile patrimonio archeologico. La Grotta della Timpa di Sant’Angelo è stata oggetto di scavi che nel 2020 hanno portato alla luce tracce di antichi insediamenti umani, databili tra il 9.000 a.C. e il 12.000 a.C. Questi ritrovamenti rappresentano una testimonianza unica della presenza umana nel Paleolitico superiore, offrendo uno sguardo prezioso sulla vita dei nostri antenati in un contesto ambientale molto diverso da quello odierno.
Uno dei reperti più significativi rinvenuti nella grotta è una sepoltura risalente al 5.000 a.C., che apparteneva a un individuo maschile di età compresa tra i 30 e i 35 anni. Questo ritrovamento, straordinario per il suo stato di conservazione, fornisce importanti indizi sulle pratiche funerarie e sulla cultura delle comunità preistoriche che abitavano quest’area.
I racconti degli appassionati di montagna, degli amanti della natura, dei sognatori. Un parco nazionale, quello del Pollino, e mille storie.
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